29 settembre, 6 – 20 – 27 ottobre e 3 novembre, ore 20.00 – 21.30 | Live in streaming
Altri tre incontri one to one live in streaming da definire con ciascun partecipante per affinare e realizzare il progetto.
Mostra collettiva a Bergamo, data da stabilire con il gruppo.
Laboratorio autoriale di scrittura fotografica partecipata
Confrontarsi con un testo letterario, coglierne le sfumature, interpretarne i valori e infine tradurlo in immagini, nel rispetto della propria sensibilità autoriale: questo è l’esercizio proposto dal laboratorio “La città invisibile”. Attraverso un percorso pratico e teorico, accompagnato e supportato, il laboratorio offre la possibilità di affinare il proprio pensiero e la propria pratica fotografica confrontandosi con l’opera di uno dei più grandi autori della letteratura italiana del Novecento: Italo Calvino. Guidato da Francesco Acerbis, fotografo professionista residente a Parigi da più di vent’anni, il laboratorio propone una sfida con se stessi: come tradurre in immagini il proprio immaginario letterario e come trascrivere il proprio sentire in un racconto fotografico congruo ed esaustivo.
Perché partecipare a questo progetto?
Durante il laboratorio ogni partecipante è invitato a leggere il libro “Le città invisibili” di Italo Calvino prima di scegliere la propria città di destinazione e affrontare il proprio viaggio fotografico individuale, intimo, politico, estetico. Ognuno intraprenderà un sentiero che lo porterà verso un luogo/non-luogo, in cui la realtà personale, lo spazio di vita, i ritmi quotidiani e le relazioni si trasformano in un mondo altro, reale e immaginario, di cui la fotografia è la sola interprete. Partecipare a questo laboratorio permette di affinare lo sguardo, imparando a guardare con maggiore consapevolezza ed efficacia. Il laboratorio è dedicato a chi sente la necessità di ampliare la propria fotografia indirizzandola verso progetti narrativi, che siano di viaggio, di reportage o artistici. Durante gli incontri verranno approfonditi i concetti della narrazione fotografica, la scelta della forma in funzione del supporto finale, l’editing fotografico per affinare e ottimizzare il racconto, le difficoltà che si possono incontrare durante i momenti di scatto e il ritmo narrativo nella sequenza delle immagini. Fotografare attraverso il prisma di un testo letterario non vuol dire fissare quello che si è visto o immaginato: fotografare è un atto del pensiero che trascrive attraverso lo sguardo ciò che si è letto, capito, interpretato.
Quota di partecipazione € 340.
È possibile, su richiesta, suddividere la quota di partecipazione in due comode rate, così da rendere il corso accessibile a tuttə.